Musica e Spettacolo

Duo alternativi. Alla scoperta dei Placebo

I Placebo possono essere definiti una delle band più innovative dell’Inghilterra di fine anni Novanta. La loro carriera, molto prolifica e piena di successi, inizia grazie al decisivo Brian Molko, leader e fondatore della band che, grazie al supporto di Stefan Olsdal, bassista e chitarrista del duo, ha saputo reinterpretare il rock fuori dagli schemi grunge, rievocando un linguaggio musicale che mantenesse gli standard dell’epoca.

In primo piano durante le loro performance, c’era sempre l’attitudine teatrale che consentiva al duo di andare oltre la semplice espressione musicale, marcata poi da brano a brano. Già nel 1996, a pochi anni di distanza dalla formazione, i Placebo scalavano le classifiche di ascolti grazie al loro primo album in studio, omonimo del gruppo. È proprio grazie a “Bruise Pristine”, brano che ha anticipato l’uscita del lavoro discografico, che Molko e Olsdal si sono guadagnati il quinto posto della classifica inglese.

Il ’96 ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio per i Placebo che negli anni hanno collezionto un successo dietro l’altro, ricco di concerti internazionali ed esibizioni memorabili: da Without You I’m Nothing a Black Market Music, da Sleeping With Ghosts a Meds, per poi arrivare a Battle For The Sun e Loud Like Love, penultimo lavoro del 2013 che precede un ottavo album in uscita probabilmente il prossimo 2021.

Ciò che li contraddistingue è l’aggressività e i temi profondi affrontati nei vari pezzi, dal sesso, alla droga, all’amore, espressi e comunicati grazie agli effetti di distorsione degli strumenti e ulteriormente enfatizzati dal basso e dall’elemento elettronico. Una vera e propria esplosione di alternative rock misto a ballate incisive con un’impronta glam e Britpop.